Referendum 4 dicembre. Io voto No: spiegazione modifica art. 94 e art. 55

IL 4 DICEMBRE IO VOTO NO

Visto che tutti parlano di SI o NO per il referendum del 4 dicembre, ho avuto modo di interloquire con diverse persone e mi sono resa conto che ben pochi hanno chiara la portata di questa “riforma”.

Vuoi perchè la disinformazione è lo strumento principe con cui un regime impone le proprie scelte univoche e con fini ben differenti dal bene comune, vuoi perchè lo stesso Renzi (che sicuramente ora si è pentito) inizialmente ha improntato la sua campagna per il SI come voto pro o contro lui (e qui ci sarebbe da aprire un bel dibattito sulla legittimità di un Presidente del Consiglio che così apertamente si schiera per una sua riforma, facendo marchette elettorali ed evitando di spiegare nel pieno la sua valenza), in realtà sono in pochi coloro che hanno coscienza di quello che stanno per andare a votare.

La mia scelta non l’ho mai nascosta, ma, seppure sperando ardentemente nella caduta di questo governuccio di lobbisti, amici di banchieri e petrolieri, al soldo della Troika, le mie motivazioni sono ben fondate.

Come cittadina a cui viene chiesto di tutelare la Carta Costituzionale, non posso esimermi dal condannare pesantemente questa riforma. Ho letto, ho studiato e a fronte di questo, non avendo alcun tipo di tornaconto come al contrario i fautori del SI, ho deciso usando la mia testa.

Per questo motivo ho pensato di fare un utile servizio pubblico spiegando quotidianamente, nel modo più semplice possibile, ogni singolo articolo che questa riforma vuole cambiare e quali possono essere le conseguenze.

Vi prego di leggerlo senza farvi influenzare dal mio pensiero: ognuno ha il diritto sacrosanto di votare come meglio crede, ma quanto meno sappiate cosa state votando.

Perchè questa non è una partita di calcio dove si trovano opposte due diverse tifoserie: questa è la regolamentazione del nostro futuro.

Partiamo oggi dal primo articolo cambiato.

Art. 94 testo vigente

IL GOVERNO DEVE AVERE LA FIDUCIA DELLE DUE CAMERE

Art. 94 testo modificato

IL GOVERNO DEVE AVERE LA FIDUCIA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

E’ evidente che l’unica Camera ad avere funzioni rilevanti con questa riforma diventa la Camera dei Deputati, unica che avrà la possibilità di votare o meno la fiducia al Governo in carica.

Perchè non è lecito?

Semplice.

La Camera dei Deputati viene eletta con sistema elettorare che ha conseguenze iper-maggioritarie.

La Camera è formata da 630 Deputati. Con l’Italicum la lista che ottiene almeno il 40% dei voti (n.b. se non ottenuti in primo suffragio, si va al ballottaggio con la seconda lista, quindi praticamente li ottiene SEMPRE), gode del premio di maggioranza, ovvero avrà COME MINIMO 340 Deputati.

MAGGIORANZA ASSOLUTA PER 25 DEPUTATI.

Questo porta a due conseguenze pesantissime: la prima è che l’opposizione non avrà voce in capitolo, la seconda è che ci saranno sempre 25 Deputati (anche di liste diverse) che potranno tenere sotto scacco qualsiasi Governo.

Vi sembra democratico e corretto?

Le ragioni del SI spiegano che questa rappresenta la fine del bicameralismo perfetto.

Ma cos’è il bicameralismo perfetto?

E’ una forma di bicameralismo (due camere) che attribuisce i medesimi poteri ad entrambe le Camere che formano il Parlamento.

I nostri Padri Costituenti optarono per questa scelta per evitare che il Paese ricadesse nella deriva di una dittatura, come si era traformato il fascismo nell’ultimo periodo di vita: decisero di adottare questo sistema in quanto garanzia di un più sicuro funzionamento democratico dell’iter legislativo.

Esistono però tuttavia delle differenze tra le due Camere:

Le differenze di composizione riguardano:

  • la diversa consistenza numerica: 630 deputati e 315 senatori elettivi (inclusi quelli eletti nelle circoscrizioni estere)
  • la presenza di senatori a vita non eletti: gli ex Presidenti della Repubblica sono senatori a vita
    il Presidente della Repubblica può nominare cinque senatori a vita, scelti fra quei cittadini che hanno illustrato la patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario;
  • la differenza nell’elettorato attivo e passivo delle due camere: sono elettori della Camera coloro che hanno la maggiore età, mentre occorrono 25 anni per votare per il Senato;
  • possono essere eletti alla Camera coloro che hanno compiuto 25 anni, mentre per il Senato occorre aver raggiunto i 40 anni;
  • I sistemi elettorali delle due camere sono differenti (quello del Senato deve essere su base regionale, in base all’articolo 57 della Costituzione).

Le differenze di funzione sono invece:

  • Il Presidente del Senato sostituisce il Presidente della Repubblica in caso di morte, dimissioni o impossibilità a svolgere il ruolo, ed è considerato la seconda carica istituzionale dello stato (subito dopo il Presidente della Repubblica);
  • il Presidente della Camera dei deputati presiede anche le sedute a camere congiunte, ed è considerato la terza carica istituzionale dello stato.

La domanda è: è vero che il bicameralismo perfetto in Italia rappresenta un blocco per l’attività legistlativa?

DATI ALLA MANO LA RISPOSTA E’ NO.

La realtà dell’iter legislativo in Italia

Come possiamo vedere dal grafico, solo nella legislatura in corso al 30 giugno 2016 sono state approvate 224 leggi, delle quali l’80,3% con una sola lettura, 39 con due letture, 4 con tre letture ed una sola con quattro letture: se la matematica non è un’opinione, non esistono rallentamenti all’iter legislativo tali da giustificare l’eliminazione del bicameralismo perfetto (garanzia, ripeto, di un più democratico funzionamento dell’iter legislativo.)

Ma nell’analisi prendiamo un lasso di tempo maggiore, dal 2008 al 2013:

Come è possibile vedere, per di più considerando i due governi tecnici che si sono susseguiti, la situazione cambia di molto poco.

In sintesi:

Prima menzogna del Referendum Costituzionale: eliminando il bicameralismo perfetto renderemo più snello l’iter legislativo riducendone i costi.

Nella realtà.

Attribuendo solo alla Camera la possibilità di concedere o meno fiducia al Governo, si toglie una fondamentale funzione di controllo. Modificando pesantemente il bicameralismo perfetto, si riduce il Senato esclusivamente ad una camera di rappresentanza di eletti.

Ma questo riguarda un altro articolo modificato, il nr. 55.

ART. 55 testo vigente

Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

ART. 55 modificato

Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

Ciascun membro della Camera dei Deputati rappresenta la Nazione.

La Camera dei Deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo pubblico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo.

Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità  stabiliti dalla Costituzione, nonchè all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato, gli altri enti costitutivi della Repubblica e l’Unione Europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione Europea. Valuta le politiche pubbliche e l’attività delle pubbliche amministrazioni e verifica l’impatto delle politiche dell’Unione Europea sui territori. Concorre a esprimere pareri sulle nomine di competenza del Governo nei vari casi previsti dalla legge e a verificare l’attuazione delle leggi dello Stato.

Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

Bene, quanto previsto è un’evidente limitazione del potere del Senato e inficia non poco il bicameralismo come voluto dai nostri Costituenti.

Inoltre costituisce una seconda Camera, il Senato, priva di poteri effettivi.

In questo modo il Governo potrà controllare SENZA OSTACOLI l’unica Camera che ancora conta, quella dei Deputati, in sui avrà una netta maggioranza grazie all’Italicum, come detto precedentemente.

Ma c’è ben altro come conseguenza di questa modifica: i Senatori saranno AUTONOMAMENTE ELETTI non più dai cittadini, bensì dai consiglieri regionali (e questo giustifica l’esclusione del rapporto di fiducia).

Nella situazione attuale, il Partito Democratico ricopre la maggior parte delle cariche regionali in Italia.

A prescindere dal fatto che tale situazione regalerà immunità a chi non l’ha ora ma che si trova nella pesante situazione di indagato (un arresto al giorno toglie il PD di torno), il peso di un partito fortemente radicato nel territorio, che al ballottaggio si troverà con un premio di maggioranza alla Camera dei Deputati, e che potrà eleggere SENZA CONTROLLO i Senatori, a logica consente una TOTALE LIBERTA’ D’AZIONE AD UN GOVERNO che potrà farsi le leggi e approvarsele SENZA ALCUN OSTACOLO.

Infine, spaventa e non poco l’ingerenza dell‘Unione Europea nella Costituzione: in questa riscrittura dell’art. 55 il Senato ha possibilità di ESPRIMERE OPINIONI sull’operato UE, non certo di opporvisi.

Vedremo in seguito come questo avrebbe serie ripercussioni sulla nostra sovranità, ben più di quelle che già stiamo subendo.

Alla prossima.

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