Vi racconto come le banche rovinano le micro-imprese italiane: storia di un errore di cui nessuno si assume la responsabilità. La risposta del Ministero dello Sviluppo Economico.

Oggi farò qualcosa che non amo particolarmente: parlerò di me, o meglio, di parte del mio lavoro. E di come, nonostante l’impegno, la correttezza, le garanzie e quant’altro, esiste sempre qualcosa al di fuori della tua volontà che vanifica tutti i tuoi sforzi: il sistema bancario italiano.

Ne parlo oggi perchè ho ricevuto una mail dal Consigliere per le relazioni esterne del Ministro Scajola, Gian Andrea Cerone, a seguito di una mia missiva, mandata a tanti, troppi forse, parlamentari, governo, associazioni, quotidiani e non mi ricordo neppure più a chi. Gian Andrea Cerone è l’unico che mi ha risposto, anche se a distanza di due mesi, tempo comprensibile.

Vado per ordine.

Si parla tanto di crisi economica, ma da chi è stata causata?

Qualche idea, nel mio piccolo, me la sono fatta: gli speculatori.

In Italia i peggiori si chiamano banche: fino a che hanno potuto, hanno sfruttato il monopolio del sistema creditizio, applicando tassi di interesse e spese assurde e non giustificate o giustificabili.

Mi ricordo, ad esempio, un articolo del Decreto Bersani che eliminava le spese di chiusura di un conto corrente. Ebbene, in quel periodo ho cambiato banca, chiudendone due in Banca Intesa. Per entrambi mi sono vista addebitare circa 60 euro ciascuno con la dicitura “chiusura”; a tutt’oggi, nonostante le mie richieste, non si sa per quale motivo: ovviamente non sono stati rimborsati.

Che fine facevano i nostri soldi? Semplice, seguivano linee di investimento, ma non di quelle che vengono proposte ai clienti, perchè hanno una rendita ridicola. No, le banche prendono soldi, addebitano spese, interessi e via discorrendo, e li investono guadagnandoci. Alta finanza, la chiamano.

E quando questi investimenti si traducono in perdite? Bè, è crisi economica.

Semplicistica visione, lo ammetto
, per di più appartenente ad un piccolissimo imprenditore che certo non vanta grandi conoscenze economiche o finanziarie, ma solo una discreta esperienza personale nei rapporti con le banche. La sottoscritta, per l’appunto.

Il concetto di restrizione del credito alle micro-imprese non mi ha mai toccato più di tanto, fino allo scorso anno, per la precisione a dicembre 2008.

Anno difficile, difficilissimo, specie per chi come me opera nel campo automobilistico, nell’occhio del ciclone per questa crisi. E badate bene, non fatevi influenzare dai media: trattasi di crisi di produzione, non di vendita. Tanto è vero che se oggi ordini una vettura, di qualunque marca possa essere, la aspetti e subisci ritardi di consegna. Ma non voglio entrare nel merito di questo discorso, perchè esula da quanto voglio dire oggi.

Anno duro il 2008, le aziende sono state sommerse da oneri finanziari quasi raddoppiati, nonostante i tassi di interesse siano al minimo storico. Avete mai provato a presentarvi in banca dicendo questo? La risposta è sempre quella, ma voi pagate con l’euribor a tre mesi, dovete aspettare questi tre mesi per vedere qualche miglioramento. E quando il tempo passa, allora la scusa è un’altra: è vero che i tassi sono diminuiti, ma le banche aumentano lo spread: la sostanza è che non cambia un’accidente.

Anno difficile il 2008, perchè a fronte dell’inizio della crisi mondiale, il sistema creditizio italiano, unico in Europa, si è attaccato al sistema di Basilea 2 per restringere i rubinetti del credito, imponendo rientri dall’oggi al domani senza senso, che hanno inevitabilmente messo sul lastrico tante aziende, le micro-aziende, quelle che in realtà sono il vero tessuto economico italiano, perchè sono produttive e non hanno possibilità di nascondersi dall’erario. Non parlo di liberi professionisti, ma di piccole aziende, magari a gestione famigliare con una decina di dipendenti. Una come la mia.

Certo, fa più notizia se la Fiat annuncia la cassa integrazione per 70.000 dipendenti, utilizzando questo come strumento di trattativa per aiuti finanziari. Ma se a chiudere sono 7000 aziende di 10 dipendenti ciascuna, i numeri non cambiano, non si parla di cassa integrazione ma di licenziamento, senza possibilità di scampo. I numeri, purtoppo, sono ben più elevati: 21mila le imprese in meno tra gennaio e marzo, pari ad un tasso di crescita negativo dello 0,36%, contro il -0,23% del 2007, e nessuno ne parla.

Torniamo a Basilea 2.

Quanti di voi sanno di che si tratta?

Il rating aziendale… un concetto astruso, però letale strumento nelle mani delle banche che lo utilizzano sempre di più per strozzare le aziende.

Da Wikipedia:

Basilea II, chiamato anche Nuovo Accordo di Basilea è un documento che definisce, a livello internazionale, i requisiti patrimoniali delle banche in relazione ai rischi assunti dalla stessa. Questi sono di tre tipi, ovvero, di credito, di mercato e operativi. Il “Nuovo Accordo” introduce nuove e più sofisticate metodologie di valutazione degli stessi, al fine del calcolo del relativo requisito patrimoniale.

Secondo Basilea II le banche dei paesi aderenti dovranno classificare i propri clienti in base alla loro rischiosità, attraverso procedure di rating. Dovranno, successivamente, accantonare delle quote di capitale definite in base al livello di rischio dei rapporti di credito accordati per tutelarsi dai rischi assunti.

Autore dell’accordo è il Comitato di Basilea, istituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci paesi più industrializzati del mondo, il cosiddetto G10.

Il succo? Le banche hanno istituito una cosiddetta Centrale Rischi, dove fluiscono tutti i dati che le banche stesse comunicano, riguardanti la patrimonialità aziendale, l’esposizione, l’utilizzo del credito, i vari mutui e finanziamenti, lo sconfinamento, ovvero un utilizzo superiore di quanto messo a disposizione dal sistema.

Ha un buon patrimonio ma sconfini? Rating pessimo, ti aumentiamo il costo del denaro.
Sei un’azienda commerciale, che per definizione non necessita di una grande patrimonialità per essere redditiva? Rating pessimo, ti aumentiamo il costo del denaro.
Hai tre mutui in corso, poco interessa se li paghi bene? Sei esposto, ti aumentiamo il costo del denaro.
Ah, ovviamente, nel frattempo ti chiediamo il rientro, solo per questi dati che compaiono in Centrale Rischi.

C’è un passaggio però, che nessuno in banca dice e che invece è fondamentale: questi dati non sono automatizzati, ma vengono inseriti secondo criteri che dovrebbero essere uniformi, ma che vengono “manipolati” o meglio, adeguati, alle esigenze di ciascuna banca.

L’errore di comunicazione dei dati diventa quindi molto probabile.

E un’altra cosa che le banche non dicono: dalle loro centrali rischio, si vede solo il dato peggiore, il picco chiamiamolo, ma non chi è l’ente segnalante.

Sicchè, come ci si può difendere?

Basta andare in Banca d’Italia, chiedere la propria centrale rischi degli ultimi dodici mesi, e in quella c’è scritto tutto, chi segnala, cosa segnala, quanto segnala.

La si confronta con la propria documentazione, estratto conto ad esempio, e si verifica immediatamente chi, con presunto dolo o meno, sbaglia nel comunicare il flusso di dati. Scritto lì, tutto nero su bianco.
Si torna alla banca segnalante, si contesta l’errore: sorpresa!

LA BANCA SE NE FREGA!

Si, a me è successo questo.
Di più: si dice carta canta. Ebbene, nonostante le carte dimostrino gli errori, non solo la banca segnalante, ma tutti gli istituti con cui hai rapporti lavorativi da decenni, si attaccano a quello per aumentarti i tassi sui fidi bancari, per chiederti ulteriori garanzie (nota bene, non esiste credito aziendale che non sia garantito almeno al 150% da fidejussioni o garanzie reali), e via discorrendo.

Ma come?

Le banche non hanno avuto garanzie dal Governo per non chiudere il credito, i Tremonti Bond a cosa servono? E invece si fanno scudo tra di loro per approfittarsene ancora della situazione???

Ecco, questa è la famigerata mail che io ho inviato ovunque, a febbraio 2009, in pieno periodo di discussione di problematiche del genere. Sono rimasta delusa, mi aspettavano risposte e attenzione, persino da organi di stampa o membri dell’opposizione che avrebbero potuto trarne spunto per mettere in risalto ancora di più il problema e l’eventuale inefficienza d’intervento da parte del Governo.

Invece il nulla. Fino a stamattina.

Ecco il testo della mia mail:

Nulla si può contro lo strapotere bancario?

Mi chiamo Fidanza Rossella e sono uno dei soci di una società si occupa
della compravendita e della commercializzazione di autovetture nuove e di
occasione, certo settore considerato a rischio soprattutto ora.

Le scrivo per la forza della disperazione, nella lotta quotidiana sempre più
vana contro il cattivo operato delle Banche, che dimostrano di fare ciò che
vogliono con le piccole imprese, alla faccia della correttezza contrattuale.

A settembre del 2008, una filiale della Banca Popolare di Bergamo – Credito
Varesino, ora Ubi, con la quale intratteniamo cospicui, per loro più che per
noi, rapporti lavorativi da più di 12 anni, a seguito della fusione in
corso, non ci avvisava della loro impossibilità temporanea di eseguire il
rinnovo annuale del fido di cassa, per problematiche relative al cambio
delle loro procedure, dicendoci al contrario che era tutto a posto, poichè
tra l’altro il controllo sulla documentazione richiesta era partito al
luglio precedente.

Questo ci ha causato un notevole danno, nel senso che a fine dicembre 2008,
all’atto di rinnovare annualmente un fido di cassa con un’altra banca,
Credito Valtellinese, con la quale intratteniamo rapporti lavorativi da
quasi 10 anni, venivamo avvisati dalla medesima del fatto che in centrale
rischi per il periodo di settembre, ottobre e novembre era segnalato un
nostro sconfino, casualmente per l’importo del fido Ubi.

Ubi quindi, nonostante ci avesse rassicurato sul rinnovo avvenuto,
per problematiche loro interne, non aveva concretizzato la pratica e ha
segnalato uno sconfino su un conto che noi credevamo a pieno utilizzo.

Il risultato è stato che il Credito Valtellinese ci ha dimezzato il fido di
cassa a scadenza, da un giorno all’altro, proponendoci per l’altra metà un
fido a scadenza, giusto il tempo di vedere questa famigerata Centrale rischi
a posto, dopo che l’Ubi banca si fosse degnata di perfezionare la pratica
(che, in caso di bilanci in ordine, movimentazione corretta e gestione
precisa dovrebbe praticamente essere un discorso d’ufficio).

Oggi vengo a sapere da un’altra banca con cui lavoriamo, per la stessa
ragione del rinnovo annuale del fido, che a dicembre la Ubi banca ha fatto
un’ulteriore segnalazione di sconfino, ancora perchè la pratica non
risultava perfezionata per loro.

Ma me lo hanno comunicato solo un’ora fa, dietro mia richiesta di
spiegazioni, nonostante fino a ieri avessero spergiurato che fosse tutto in ordine.
(Per la cronaca, la UBI banca non si è ancora degnata di rispondere ad una nostra domanda per
iscritto di conoscere l’ammontare delle fideiussioni versate dai soci. Ad
oggi non siamo informati dell’importo, o meglio, il problema è nato da una
lettera recapitataci tre anni fa, dove, SENZA ULTERIORE DEPOSITO DI FIRMA O
FIDEJUSSIONE rispetto a quelle versate più di 10 anni fa, il Credito
Varesino vantava una garanzia di 4 volte superiore a quella da noi versata.)

Risultato? Altro fido di cassa tolto, dall’oggi al domani.

Il tutto non per motivi concreti o per insolvenza dell’azienda, ma per un
errore, di cui nessuno si assume le responsabilità.

Posso dimostrare in qualunque momento, con tanto di estratti conti inviati
dalle stesse banche che segnalano in centrale rischi, che la segnalazione è
sbagliata, che non esiste nessun fuori fido. Ho in mano la documentazione
della Banca d’Italia che dimostra che quanto comunicato in centrale rischi non
corrisponde a realtà.
Ma la risposta delle banche è quella: anche se dimostri qualunque cosa, per noi
vale solo la nostra centrale rischi.

Da un mese all’altro ci troviamo con affidamenti ridotti, e questo sta
creando non pochi problemi alla nostra sopravvivenza, nostra e dei nostri
dipendenti.

Possibile che non esista modo per tutelarsi?

La disperazione di scontrarsi contro un muro di gomma. Perchè qualunque
sforzo si faccia, o ti chiami Fiat oppure sei carne da macero.

Per quanto riguarda poi il problema fideiussioni, ho fatto una richiesta
direttamente in Banca d’Italia, ed è risultato che tutte le banche con cui
lavoriamo dichiarano garanzie più alte di quante ne abbiamo versate,
addirittura c’è una Banca, con la quale abbiamo chiuso i rapporti due anni
fa, che tutt’ora segnala la fideiussione come esistente, nonostante una
nostra richiesta scritta all’atto della chiusura del conto corrente di
manleva.

Sono impotente. Ho sentito tanto parlare dei decreti di garanzia del Governo
che dovevano servire ad evitare che le Banche all’improvviso e senza motivo
chiudessero il credito alle piccole e medie imprese, ma nella realtà da due
mesi a questa parte è quello che stanno facendo.

Non solo.

Diminuisce l’euribor, ma le Banche alzano lo spread, cambia nulla.

Diminuiscono i tassi, ma le Banche raddoppiano i tassi di interesse sui fidi
di cassa, basandosi sul rating della famigerata Basilea 2 che si fonda anche
sulle segnalazioni in centrale rischi. Sono sbagliate? Meglio per le banche:
hanno la scusa per chiudere il credito o meglio ancora, per aumentare gli
interessi che fanno pagare.

Qualcuno può aiutare noi piccoli a non essere mangiati dai pescecani?

E oggi la risposta di Gian Andrea Cerone, che ringrazio perchè unico fra tutti quanto meno a degnarmi di attenzione e di consigli:

Gentile signora Rossella Fidanza,

il caso che mi porta all’attenzione è veramente deplorevole, perché dimostra
come si possa abusare del potere di mercato riversando i costi della propria
inefficienza sulle spalle del cittadino o dell’imprenditore.
Contro gli abusi del sistema bancario il Governo ha già preso provvedimenti,
come quelli tesi a limitare il livello dei tassi bancari sui mutui per la
casa, a sopprimere alcuni ingiustificati oneri su operazioni bancarie, a
fornire alle piccole e medie imprese maggiori possibilità di ottenere
credito attraverso l’incremento delle garanzie erogate dall’apposito Fondo,
e ad ampliare le erogazioni di credito alle imprese attraverso appositi
protocolli con le banche.
Queste misure dovrebbero fare sentire appieno i loro benefici effetti nei
prossimi mesi. Ma il suo caso è particolare, anche se non unico. Ritengo al
riguardo che, a parte le vie giudiziarie, un buon approccio consisterebbe
nel rivolgersi direttamente all’Ombudsman bancario, che è competente a
trattare casi simili e che ha già dimostrato la sua efficacia.
Resta naturalmente aperta la via del Parlamento per disciplinare queste
attività, quando si compiono simili atti.

Con i migliori saluti,

Gian Andrea Cerone
Consigliere per le relazioni esterne del Ministro Scajola

Seguirò il consiglio.
Per la cronaca, il mio legale un mese e mezzo fa, a fronte di persistenti segnalazioni erronee, ha inviato missiva per spiegazione formale ad Ubi Banca, di cui riporto uno stralcio:

Il danno derivante da tale condotta, qualora le segnalazioni si rivelassero
effettivamente arbitrarie e non giustificate, appare evidente, e fin d’ora
la mia assistita ne chiede il ristoro riservandosene la quantificazione. Ma
ancor prima, avanzo formale intimazione di revoca e cancellazione delle
suddette segnalazioni, e Vi chiedo di esplicitarmi i criteri in base ai
quali sono state inoltrate. In mancanza, la mia assistita si rivolgerà all’autorità
giudiziaria per la tutela dei suoi diritti.

UBI BANCA NON HA ANCORA RISPOSTO.

Viva il sistema bancario italiano!

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45 thoughts on “Vi racconto come le banche rovinano le micro-imprese italiane: storia di un errore di cui nessuno si assume la responsabilità. La risposta del Ministero dello Sviluppo Economico.

  1. Remo il said:

    pensavo di essere il solo invece mi sa che siamo tutti nella stessa barca che vuole affondarci

    Brava Rossella, hai fatto bene a parlarne perchè solo sapendo quello che quegli strozzini fanno magari si riuscirà a impedire che continuino
    se sbagliano, che paghino!
    se sbagliamo noi, ci fanno pagare eccome!

  2. anonymous il said:

    le banche sono i veri ladri
    la rata del mio mutuo è aumentata di oltre 200 euro al mese ma tu pensi che ora sia diminuita?
    loro stanno in crisi e il governo da loro i soldi e io che non arrivo a fine mese che faccio?

  3. Ciao Rossella, ho letto il tuo post , e devo dire che sei coraggiosa in quanto non è da tutti andare contro il SISTEMA BANCARIO-

    anch’io ho preso a cuore queste situazioni poichè ho visto vari miei clienti subire lo strapotere e questo mi ha portato a dire, scrivere, che LE BANCHE DANNO I SOLDI A CHI HA I SOLDI , quindi purtroppo ora che c’è bisogno di liquidità le banche non finanziano chi ha bisogno.

    Sono stati fatti proclami che si aiuta le imprese in crisi , poi se vai a vedere vengono per lo più finanziate aziende che hanno i parametri di Basilea a posto .
    (Naturalmente è giusto premiare chi ha i parametri e i patrimoni alle spalle ma ritengo sia utile ora più che mai dare i finanziamenti anche a chi non ha i capitali ,poichè alla fine la pagano anche i loro dipendenti )

    Tu chiedi “Possibile che non esista modo per tutelarsi?”

    Una speranza potrebbe venire dagli OSSERVATORI DEL CREDITO in mano adesso alle PREFETTURE –

    Il prefetto raccoglie, nel rispetto della riservatezza, le istanze e i reclami dei clienti delle banche che si ritengono danneggiati nell’erogazione del credito.

    Ciao per ora Patrizio

  4. davide il said:

    Non c’è cosa più onesta che entrare in banca col passamontagna!! tanto tra colleghi ci si intende!!!
    Scusate il sarcasmo ma anch’io oggi ho saputo che mi è stato revocato il fido…

  5. incazzato nero il said:

    mi aggiungo all’elenco, altro che le balle del governo, con la crisi le banche si attaccano a tutto, bastarde!

  6. EWA MAYER il said:

    Il problema delle piccole e medie imprese inclusi commercianti e artigiani è proprio che nessuno ci rappresenta. Le aziende di grosse dimensioni possono ricorrere ai ricatti di diversi tipi, noi no. Nessuno pensa però che siamo soltanto noi che alla fine paghiamo anche se c’è crisi perché rispondiamo con il patrimonio personale. Per potere chiedere ed ottenere più tutela dallo stato dovremmo riunirci in un’ associazione unica o partito di tutti titolari delle partite IVA. Allora avendo il potere di tante firme potremmo trattare con il governo per qualche aiuto immediato per poter salvare le nostre attività. Altrimenti chiudiamo tutti, uno dietro l’altro. Che cosa vogliamo fare? Aspettiamo che la situazione si risolva da sola? Putroppo non sarà così. L’unica certezza è che pagheremo noi le spese della crisi economica e saremo noi i disoccupati senza prospettive. Poveri nostri figli!

  7. wally bonvicini il said:

    buongiorno a tutti,

    fate periziare i vs conti dall’inizio del rapporto ad oggi.chiedete alle banche la copia di tutti i documenti(devono darveli senza farvi pagare nulla)fateli periziare.
    quasi sempre escono risultati che confermano che noi piccoli non abbiamo
    speranza.una volta accertato che vi hanno addebitato un tasso usuraio,querelate la banca.non arrendetevi.chiedete l’accesso al fondo antiusura.se lo faremo tutti,finalmente costringeremo le banche a diventare dei partners come dove essere in un paese veramente democratico.
    siamo in presenza di una dittatura che dobbiamo rovesciare con tutti i mezzi che la legge consente.
    wally bonvicini

  8. gaetano il said:

    e dici bene ovviamente sono conte dopo 45 anni di vita e trenta di lavoro artigiano falegname con un mestiere meraviglioso forse tra i piu belli drovo vendere casa ho sempre pagato tutto e tutti mi ritrovo con molti euro da incassare ma non riesco tasse da pagare su lavori non incassati e io gia o pagato non riesco nemmeno un girno a portare mia moglie al mare io il mio dovere da cittadino lo fatto molta gente e andata in ferie ma voglio vedere al rientro le banche faranno il classico giro di telefonate a i clienti e vedrai che sulle scrivanie quante cambiali e anche daparte nostra dobbiamo cambiare alcune cose a dimenticavo ho chiesto di darmi un po di ossgeno alla banca da aprile nonmi anno nemmeno risposto nota bene parlo di piccole cifre sono convinto che dovro dire addio al lavoro e all italia mi sto ammalando di nervi spesso piango perche so quello che valgo nel mondo del lavoro potrei dare tanto perche l artigianato e il fulcro italiano abito in una regione dove sta ancora in piedi e la toscana ma per me non ce posto per le banche non sono affidabile sono come un camorrista non credete scusate non ho messo ne punti e virgole sono veramente giu non lo dico per esibizionismo

  9. sfortunata il said:

    In questi giorni sta succendendo la stessa cosa anche a noi…….ultime 2 rate di mutuo su immobile commerciale con valore di qualche milione di euro…fido di cassa utilizzato…firme del papà intestatario di altri immobili di proprietà senza mutui o finanz.i….conti a credito personali e sapete cosa mi stanno dicendo… che revocano il fido di cassa e per estinguerlo vogliono che faccia un finanziamento…ordini dalla sede….roba da matti!!!!

  10. Federica il said:

    LETTERA APERTA
    Scrivo questa lettera con l’intento di portare alla conoscenza di tutti, i problemi con cui si deve confrontare ogni giorno un onesto cittadino. Troppo onesto per aderire ai condoni, e troppo comune ed ordinario per poter aderire allo scudo fiscale.
    Da quando sono piccola, sono sempre stata educata al profondo rispetto delle regole e delle Istituzioni. Mio padre ha sempre fatto molti sacrifici per potermi crescere adeguatamente e mia madre, ha lavorato per anni come infermiera professionale presso l’ospedale, essendo sempre esempio per tutti di rettitudine e moralità, sia sul lavoro che fuori. Mio padre da 30 anni, si occupa di intermediazione ortofrutticola con l’estero, prima con un socio, poi in proprio. Anche adesso che è in pensione, quando sul lavoro ricordo il suo nome, tutti gli sono grati per essere sempre stato coerente e corretto. Da quando ho preso il diploma, ho iniziato a lavorare con lui, e non come “figlia di papà”, ma facendo la gavetta forse più dura dei normali dipendenti. Da allora abbiamo affrontato molti fallimenti di ditte a noi debitrici, ma mio padre, pur potendolo fare, non ha mai scaricato le perdite sui fornitori italiani, a volte piccoli e a livello familiare, ma ha sempre cercato di contribuire, oltre che con le nostre commissioni, anche aggiungendo denaro, per riparare le perdite, che altrimenti sarebbero andate solo a discapito dei fornitori. Perché, mi diceva, spesso si tratta di famiglie che lavorano solo ed unicamente nei campi, e che con un fallimento del genere, si troverebbero rovinati non avendo altre fonti di reddito se non l’esportazione. Potendo mio padre poteva fregarsene e rimetterci soltanto le commissioni.
    Le tasse naturalmente, sempre tutte pagate, dal commercialista, nel contempo, siamo stati anche fregati, i condoni e gli escamotage fiscali, mai adoperati. Perché se 100 si deve pagare, 100 si pagano.
    Nel 2006 però, una banca locale, ci ha mandato una raccomandata per rientro immediato in un fido, per insoddisfacente andamento del conto, e pochi giorni dopo, sofferenza in C. R., decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo e ipoteca su tutti i beni miei e di mio padre, per un valore di più di 900.000 euro a fronte di un Decreto ingiuntivo di 25.000 euro. Abbiamo presentato opposizione ma ormai il vaso di Pandora si era aperto. Richieste di rientro cominciarono ad arrivarci da tutte le banche, richieste di incontri, problemi e solleciti. Presi per la gola, dopo 1 anno e mezzo di trattative, decidiamo di pagare. A quel punto, la Commercialista mi suggerisce di aprire una nuova s.r.l., con la stessa funzione di quella di mio padre, per ripartire da 0, senza vecchi strascichi e così faccio. Mio padre nel frattempo va in pensione.
    Pensavo tutto fosse finito, ho pagato la Banca, cancellato un protesto di un assegno che mi venne fatto durante le varie richieste di rientro, per 1.000 euro e per 1 anno non ho chiesto più niente a nessuno, per dimostrare la mia buona fede.
    La mia nuova società nel frattempo lavora molto, ed arrivo ad avere, nei 2 mesi di apertura del 2008 un utile di 10.000 euro e nei primi 6 mesi del 2009, un fatturato di 186.000 euro a fronte di spese per 15-20.000 euro. A questo punto decido di pagare con i primi incassi, che dall’estero arrivano sempre più lenti, tutte le fatture aperte del bilancio i modo da dimostrare la buona capacità della ditta e il fatto che da ora in poi tutti gli incassi saranno “puliti”. Risparmio inoltre lavorando da sola, seppur per 14 ore al giorno, per evitare le spese, lavoro da casa per non avere uscite e le spese telefoniche non le faccio addebitare alla ditta, per tenere un alto profilo.
    Il mese scorso, dopo tutte queste operazioni per la buona immagine, mi reco in banca, per richiedere un fido minimo di 10.000 euro, sicura di ottenerlo perché, al di là del momento negativo, io anche quest’anno avrò un utile molto alto. La banca mi chiede perché non usi gli incassi ed io spiego che siccome sono rallentati dall’estero, ho bisogno di un fido per potermi finalmente prendere un compenso amministratore e tenerne una parte per eventuali urgenze. Lo chiedo a scadenza a fine anno, e disponibile a dare una fidejussione personale. Mi viene negato per una segnalazione in Centrale Rischi mia personale, per un finanziamento chiuso all’inizio di questo brutto periodo e di cui non ho nemmeno ricevuto la comunicazione preventiva a cui potermi opporre. Trovato il legale di questa Finanziaria, mi accordo per una cancellazione, che ancora tarda, con minaccia anche di rivolgermi al Garante per la Privacy, per mancato preavviso, e porto il fax ricevuto dal loro legale in banca, dimostrando che avevano comunque accettato di cancellarmi, e che il debito effettivamente non esiste più. Da 3 banche mi sono sentita rispondere che il direttore nemmeno mandava la mia pratica in Direzione perché al momento venivano tutte bocciate, che non aveva senso provarci e che c’è crisi e non si prestano più soldi come una volta.
    A questo punto sono ad un bivio: o qualcuno mi aiuta, concretamente, oppure devo rivolgermi ad uno strozzino, perché io mi ritrovo con 50 euro in tasca al momento, con cui far mangiare anche mio figlio, in quanto gli sforzi fatti per pagare tutti e per “rigare dritto” per un po’ mi hanno prosciugato, mio padre percepisce 1.000 euro al mese di pensione e mi dà una mano quando può e tutti i suoi e miei risparmi li abbiamo usati per pagare la prima banca. Sono 2 anni che non posso acquistare niente per me o per la casa, 2 anni che non posso fare gli esami per farli fare a mio figlio, 2 anni che non posso andare da un dentista … Non si vive così!
    Cosa deve fare un imprenditore a questo punto? Il mercato nero del denaro è sempre più vicino, le banche continuano ad accampare scuse per non prestare i soldi e non vengono nemmeno incontro ai clienti.
    Questo è uno dei tanti problemi che quotidianamente dobbiamo affrontare, non bastassero già le truffe legalizzate, i prezzi che salgono e la ricerca di un modo per mangiare. E non solo la sola … molti sono in queste condizioni, se non peggio.
    Fare il proprio lavoro è diventato, per chi come me ama questo lavoro, la parte minore della giornata. Il resto lo passiamo a rispondere ad avvocati, telefonare a commercialisti, girare per banche, cercare soluzioni fantasiose per sopravvivere … perché questo NON E’ VIVERE! A fronte delle continue dichiarazioni da campagna elettorale che sentiamo fare da chi sta lassù, noi quaggiù dobbiamo continuare a fronteggiare problemi che loro nemmeno sanno. La crisi non è finita fino a che le persone non si ritroveranno i soldi nel borsellino per mangiare e fino a che le imprese non otterranno ciò che è stato promesso dalle banche e dalle istituzioni e cioè fino a quando non potranno decidere di espandersi, assumere o investire ed innovare liberamente e tranquillamente.
    Forse sarebbe più saggio evadere le tasse ed usufruire dei vari condoni, fiscali e non, oppure se ci si riesce a trattare sulla percentuale di tasse da pagare, come fanno i grandi evasori, e pubblicizzarsi poi con belle conferenze stampa piene di buonismo ed illusioni. Ma noi quaggiù stiamo morendo lentamente.

    A questo punto … che devo fare?

    A chiunque abbia una soluzione, chiunque possa aiutarmi, chiunque voglia solo parlarne e cercare di capire perché il sistema non funziona, chiedo gentilmente di chiamarmi o scrivermi.
    GRAZIE!
    Federica Bezzi
    Via Caduti di Nassiriya, 7
    48012 Bagnacavallo -RA-
    Tel.: 347 9223562
    e-mail: federica.bezzi@live.it

  11. Federica, sono stata assente per settimane perchè mia figlia si è ammalata, riapro oggi questa pagina e leggo la tua lettera…
    posso solo dirti che ti sono davvero vicina. So che è poco, ma vorrei che ti arrivasse il mio abbraccio e una spinta a non mollare… da una che ti capisce molto bene.

  12. wally bonvicini il said:

    Signori,piccoli imprenditori,

    continuate a lamentarvi ma non vi difendete!dovete far periziare i conti e vi assicuro che se i conto lo aveet aperto negli anni 79-80-90 il perito accertera’l’usura!
    non abbiate paura.denunciate la banca e chiedete accesso al fondo antiusura che vi garantira’la moratoria.non solo chiedete al giudice di far periziare i conti cosi’la perizia la paga la banca.non esitate.
    venite a Fiuggi il 28 novembre:
    CARLO TAORMINA HA FONDATO IL PARTITO LEGA ITALIA CHE HA TRA I SUOI OBIETTIVI PRIMARI LA LOTTA CONTRO L’USURA BANCARIA CHE MINA IL PAESE E LA DEMOCRAZIA!
    SE VUOI CAMBIARE IL PAESE DEVI LOTTARE!
    se vuoi altre informazioni,chiamami
    al 393 9090809

  13. PEPPUCCIO il said:

    non ci sono parole, secondo me la soluzione potrebbe essere nel creare una associazione forte
    di noi piccoli imprenditori , avendo il coraggio attraverso i media attraverso manifestazioni mirate ,anche per via legale, di denunciare queste banche ,che ci stanno portando inesorabilmente al fallimento. (no fidi , interessi da usura )
    info. 3474579125.

  14. Michele il said:

    ..se per disgrazia uno dei miei gli da grande volesse fare l’imprenditore come me,cercherei in tutti modi di dissuaderlo, se non ci riuscissi ,gli darei i seguenti consigli:
    1)affidarsi ad un commercialista con precedenti penali per truffa/usura/peculato/falso in bilancio ecc….insomma uno che sa come imbrogliare il sistema fiscale e bancario di questa “Italiastra”.
    2)Evadere le tasse al 100%
    3)Cambiare ditta e ragione sociale e sede legale massimo ogni 18 mesi.
    4)Assumere dipendenti solo in nero.
    5)Fare training autogeno per cancellare ogni traccia di etica;morale e correttezza.
    Insomma di non fare come quell’idiota del padre che:
    1)Si è affidato ad un commercialista onesto, con un etica morale e professionale che gli sempre detto che le tasse sono un “male” necessario per la collettività.
    2)Ha sempre pagato le tasse anche quando la sua ditta non ha generato reddito, per rientrare negli studi di settore.
    3)Che tiene in piedi da 20 anni la stessa ditta e ragione sociale.
    4)Che ha sempre messo al primo posto i diritti ed il benessere dei suoi dipendenti prima che i suoi, tant’è che anche dopo essere stato costretto a licenziarne qualcuno, i rapporti con loro sono sempre rimasti eccellenti.
    5)Ha sempre avuto un atteggiamento corretto ed etico con i fornitori ; con i clienti;LE BANCHE e con le istituzioni.
    Alla fine pero’ si vede costretto a vendere anche casa perchè le banche visti i bilanci in perdita hanno revocato tutti i fidi,perchè il fisco si è accanito con ferocia e solo di avvocati si stà svenando.
    Insomma in questo paese conviene delinquere.

  15. maurizio il said:

    sono vittima non di un problema di molti.vorrei essere contattato.maurizio 3475449078

  16. donna il said:

    bhe se avete trovato un usuraio fatemelo sapere . anch io mi trovo in una sitazione simile, e anche con un garante non riesco a trovare i 30.000 € che mi servono a far girare tutto, nonstante siano stati investiti ben 160000 in 12 mesi
    che farci
    han cambiato il direttore in banca e adesso i soldi se li prestano fra di loro

  17. patrizia raiola il said:

    Buon anno a tutti di cuore. Come tutti voi sono disperata e sono uno step over perchè oramai il comportamento delle banche con le quali lavoro ha compromesso del tutto l’andamento della mia micro impresa (6 persone con famiglia e figli) e che mi vedo costretta ad affrontare un FALLIMENTO dopo anni e anni di lavoro onesto corteggiatissimo dalle banche, nei tempi pre-basilea, tanto che a fronte di un giro di affari di soli 6/700 mila euro annuali ho lavorato con ben 4 banche. Ai primi segnali di insoluti RIBA ricevuti tra fine 2008 e 2009 una fra queste banche ha segnalato in centrale rischi la mia società SENZA AVVISARMI e cosa gravissima senza convocarmi per domandarmi ed avvisarmi a cosa sarei andata incontro se avessi continuato a subire altri insoluti.
    Su un totale di 100 mila € di anticipo RIBA, ho ricevuto 36mila di insoluti ed immediatamente mi è stata fatta la segnalazione in C.R., revocato il conto e l’affidamento e cosa ancora + grave la richiesta di rientrare immediatamente dell’importo residuo di 50mila di un finanziamento CREDITO RICARICABILE stipulato con loro e che si sarebbe dovuto concludere con il pagamento dell’ultima rata fra 3 anni ovvero nel 2012. Il debito totale di circa 90mila € è sbalzato a 130mila da settembre ad oggi, loro dicono per interessi, competenze ecc…. a fronte del quale mi stanno obbligando a stipulare un mutuo ipotecario sul mio immobile UNICO BENE che possiedo
    per una cifra di 150mila euro, essendo io fidejussoria di prima istanza di tutti i miei conti.
    Nel frattempo le altre banche hanno letto per conoscenza la segnalazione e di conseguenza revocato gli affidamenti e l’impossibilità di scontare le fatture mi ha reso impossibile continuare a lavorare. Molti crediti devono ancora rientrare, molti altri sono rappresentati da titoli post-datati che scadranno non prima di febbraio-marzo 2010 ma la cosa peggiore che per la prima volta questa mancanza di liquidità non mi ha permesso di pagare gli stipendi da 2 mesi e di non pagare i fornitori che a breve mi invieranno decreto ingiuntivo ecc…. e il fallimento metterà la parola fine a tutto: lavoro, futuro, casa e da
    parte non ho nulla. Per lo stress degli ultimi anni ho subito danni al cuore e già 2 volte ho subito 2 interventi. Non ce la faccio più e ironia
    della sorte nonostante la crisi ho ancora commesse di lavoroe e un portafoglio ordini di circa 1milione di euro che non potrò portare avanti!
    Perchè tutto questo? C’è qualcuno che può indicarmi una via d’uscita almeno per non perdere la casa e regalarla alle banche?
    Prima che i pescecani delle banche mi divorano ed è a momenti, forse la finirò io ma a modo mio e dignitosamente me ne andrò ma almeno lascerò i benefici di un assicurazione sulla vita a beneficio dei miei 2 figli.
    Auguro a tutti una vita migliore e vi prego anche una sola parola di uno di voi mi sarà di conforto.

    patrizia raiola

  18. Damiano il said:

    Purtroppo questo è quello che succede quando si permette a un sistema qualsiasi di esercitare potere (e pressione).
    Dal mio pdv ho imparato una cosa molto semplice. Non mettermi in mano ai signori banchieri. Piuttosto non compro una cosa o compro una che mi costa meno.
    In questo modo quando vado allo sportello e chiedo di chiudere il conto non avendo vincoli, spesso è la banca a fare dietro front.
    La lezione migliore che si potrebbe dare alle banche è che la gente si alzi una bella mattina e si preenti tutta insieme a ricuotere i propri risparmi.
    Internet è un media fuori dal controllo di questi signori, si potrebbe anche preparare e organizzare uno scherzetto del genere!

  19. Chiedo a Leomezie la cortesia di finirla con questo spam.
    Il mio è un atto di denuncia verso una situazione vergognosa del sistema creditizio italiano, Leomezie dimostra di essere uno squalo che cerca di approfittarsi della situazione. Non qui.
    Chiunque tu sia non sei il benvenuto.

  20. Gigi il said:

    Sono sconcertato,ma in quanti siamo ad avere lo stesso problema?
    Se siamo qui a parlarne e a preoccuparcene siamo sicuramente persone per bene.
    LA PROSSIMA VOLTA CHE NASCO VOGLO NASCERE DELINQUENTE.
    Gigi

  21. Tommaso il said:

    Sono talmente sconfortato, prprio oggi ho avuto la fatitica revoca del fido. E solo leggendo i vostri commenti si riaccende in me la voglia di reagire….e come?
    anatocismo,parlarne con chi magari in questi giorni ci viene a chiedere il voto per le regionali, e poi non so più davvero cosa dire!!!!

  22. aldo il said:

    vivo una situazione analoga alle vostre, ho cominciato una attività nel gennaio 2006, comprndo uno stabile adibito a ristorante. Ad oggi la situazione e’ precipitata, stagioni pazze e crisi hanno portato un calo notevole del fatturato, ma non si può dichiarare una perdita, gli studi di settore impongono integrazioni per le posizioni negative, con conseguenti problemi per l’accesso al credito. nell’ultimo anno tutto e’ precipitato, sono rimasto indietro con il mutuo e un finanziamento, sforato i fidi… Sono stato messo a sofferenza da una banca (cr asti) che in maniera superficiale non ha preso nemmeno in considerazione una pratica in corso con un consorzio di garanzia, di conseguenza anche gli altri 2 istituti hanno revocato. Il mio unico bene e’ lo stabile aquistato con mutuo ipotecari che ho messo in vendita dimostrando alle banche la mia volonta a chiudere tutte le posizioni in maniera corretta ma non andrà cosi, lo stabile finirà all’asta ricavandone metà del suo valore, e poi si rifaranno sugli immobili dei miei genitori che sono fideussori. sono amareggiato, distrutto e anche molto incazzato da questo modo vergognoso di operare delle banche. Nonostante abbia provato a parlare con le varie direzioni e anche se apparentemente disponibili si stanno muovendo tutte alla ricerca del mio fallimento, sono un padre di famiglia ho 3 figli, e stò arrivando alla disperazione, sono anni che non faccio un giorno di ferie, che non porto i figli ad un cinema, inoltre dovrò licenziare 5 persone che lavorano da me. Se qualcuno ha in mente qualcosa che io possa fare per appellarmi a tutto questo mi contatti anche più semplicemente per una chiacchierata tra chi come me sta vivendo una situazione infernale.

  23. gianni il said:

    Che dire tutti nella stessa barca..io ho un srl con diversi punti vendita di abbigliamento.
    il primo l’ho aperto nel 1990 quindi 20 anni fa…. tutto bene fino alla fine del 2008..quando la crisi di vendite ha cominciato a farsi sentire per bene.
    ad oggi il fatturato e’ calato di piu’ di 30000,00 euro…. e ancora nn si e’ stabilizzato

    In questi due anni e mezzo, tra acquisti e fusioni bancarie… sono finito all’Unicredit perche’ ha acquistato Bipop ( con cui lavoravo da 5 anni ) e cosi mi hanno dimezzato il fido di partenza, senza nemmeno conoscermi…
    Lavoravo con Banca Italiana ( ex Lodi ) e avevo un buonissimo rapporto anche perchè c’erano ancora persone con cui confrontarsi e non fantomatiche direzioni….. ma anchessa e’ stata accorporata alla Banca Pop. Di Verona… con cui gia’ lavoravo… e quindi…mi hanno detto che nn potevo avere due conti sulla stessa banca ( cosa che ad oggi non ho ancora capito, visto che qualche anno fa in un altro istituto mi aveva aperto due conti per due punti vendita ..mah!! ) e quindi ho scelto la filiale ex italiana..visto che le persone erano rimaste le stesse.. e via un altro fido…
    il bello e che dopo qualche mese e’ stata chiusa la filiale perche’ due sullo stesso territorio erano troppe….e quindi mi sono ritrovato nella sede centrale con tutti i casini che ho tuttora ( e per fortuna con questa banca sono cliente da 20 anni ).
    quindi tutto questo e solo perchè si sono incorporate…

    adesso le banche con cui lavoro, ma penso tutte, chiedono rientri di fidi appena possono, applicano tassi o spese da vero strozzino e se vai fuori fido di 100 euro ti telefonano e ti dicono di rientrare o adiritttura se c’e’ da pagare un assegno e mancano 100 euro rischi che te lo mandino dal notaio per il protesto.
    Ti farebbero protestare, pur sapendo che nel giro di due o tre giorni avresti i soldi… ma dicono che adesso per loro i fuori fido sono una rimessa….blaaaaaaaaaaaaaaaa

    pensate che una di queste ( BPV ) per un fuori fido di qualche mese, mi ha applicato delle spese che nemmeno la peggiore delle percentuali di massimo scoperto mi avrebbe fatto avere, il bello che a fine mese ero rientrato dallo sconfino e le loro spese mi hanno ributtato fuori….. cosi andro a pagare le spese sulle spese..

    cosi..comunque nn si puo andare avanti… tutti i giorni capita qualcosa… e nn ho nemmeno piu’ la voglia di andare avanti… e cigliegina sulla torta..ieri sono arrivati due dell’ufficio delle entrate… a rompere…

    in bocca la lupo a tutti….

  24. gianni il said:

    Spero che Federica di Ravenna ce l’abbia fatta…… e spero anche tutti gli altri… anche perche’ questo paese senza le nostre piccole aziende… andra in mano a pochi che poi faranno il bello e il cattivo tempo….

  25. avor il said:

    bisogna munirsi di spranghe e manganelli e aspettarli all’uscita della banca… mi convinco sempre di piu’ che questa sarebbe l’unica soluzione fattibile per farsi sentire veramente… tutti si lamentano ma nessuno prende l’iniziativa… statemi dietro vado avanti io, vedrai che dopo si comincia a ragionare un po di piu’… non lasciamoci rovinare… siamo noi piccoli che facciamo l’italia e diamo da mangiare anche a loro… porca puttana AVANTI ALLORA!!!!!

  26. patrizia raiola il said:

    Ciao a tutti,
    scrivo dopo un anno per aggiornarvi sull’evolversi del mio declino. Come previsto le banche hanno chiuso i 4 conti in essere della mia azienda ed anche i miei personali. I dipendendti hanno costituito ditta propria e da subito hanno iniziato a svolgere la medesima mia attività rubandomi il lavoro, la clientela, il knowhow…. e dimezzando il magazzino cosa per cui sono stati denunciati penalmente.
    Io con i conti bancari chiusi e in sofferenza non ho potuto proseguire l’attività.
    Le banche mi stanno aggredendo, vogliono che ripaghi i debiti della società essendo io la fidejussoria e come previsto stanno iniziando ad aggredire la mia casa unico mio bene. Non ho più neanche un soldo, non una persona amica e solo tanta disperazione. Per favore mi dite come proseguire la mia vita e procurare cibo ai miei figli? Come posso riciclarmi nel mondo del lavoro e quale lavoro? Ho inviato oltre 100 Curriculum, sono molto qualificata, ma credetemi non ho ricevuto 1 solo riscontro.
    Voglio non demordere, ma come procedere???? a chi posso chiedere aiuto non voglio perdere la mia casa vi prego almeno quella no!!!!

  27. SALVATORE il said:

    ciao amici,
    non disperatevi, ve lo dice una che viene da qualche minuto dal cardiologo,
    la prima cosa da fare E’ DENUNCIARE POI DENUNCIARE
    CERCATE UN BUON AVVOCATO, E QUESTA E’ LA COSA PIU’ DIFFICILE.
    E POI DENUNCIATE. FORSE UN GIORNO QUALCUNO CI ASCOLTERA’.

  28. stessa cosa e successa a me. con la pop. bergamo mi hanno perse delle cambiali a mio favore. me le fanno avere dopo 9 mesi facendomi continuare a lavorare per ulteriori 20.000 euro . dopo 9 mesi mi appioppano il costo delle cambiali con tanto di interessi di 9 mesi, mi danno 2 penali da 500.00 euro cad.. sforo dal fido. per rientrare dello sforo
    mi danno ulteriere fido di 27 gg con l’obbligo di rientrare alla scadenza . quando le coperture vengono un mese dopo .pur di farmi risforare, altri interessi , e altre penali. per poi dirmi . ho rientri. oppure ipoteca giudiziale . se non avessi inoltrato i soldi che rientravano un mese dopo ad altra banca, mi facevano fallire. per ipoteca di garanzia mi danno 100.000 euro in 10 anni con tasso come vogliono loro in quanto chiesto fisso.

    3 mesi prima chiedo 80.000 e non posso pagare ne in 10, ne in 15, ma in 20 anni??denunciato il tutto alla banca d’italia successivamente sub’entrato ufficio vigilanza di torino che mi ha indicato l’abf arbitro bancario e finanziaro, hanno tentato di ridarmi il mal’tolto compreso i fidi che mi avevano revocato per questo . denunciate . denunciate alla banca d’talia che gli fanno un culo come una campana. fidatevi ciao pino

  29. rivag@rocketmail.com il said:

    stessstessa a cGrande soddisfazione avuta in vita mia, (e penso siamo in pochi. ) dopo averli denunciati ,alla banca d’italia , ufficio vigilanza banca d’italia e l’ABF arbitro bancario e finanziario
    che il direttore mi a chiamato con grande gentilezza, (mai avuta prima )
    e mi ha detto. Sign. Pino mi deve fare un favore . Sa !Nel chiudere il conto, ci servono 3-4 firme sui documenti vecchi . Altrimenti la direzione , mi incula.
    Gli ho detto N0! Il conto e chiuso e non firmo nulla !! sig. pino lei mi rovina . Pensi alla mia famiglia in mezzo una strada, con una bambina piccola che va’ ancora a scuola lei mi rovina !!
    in quanto mi licenziano ??? tu pensa alla mia , che se fallivo in mezzo a una strada adndavamo in quattro ??? non mettete i legali . Con 20 euro fate ricorso all’ abf (resta tutto nascosto. E vero )
    ma per evitare pubblicita’ negativa verso le banche , e la banca d’italia che poco vigila , vi daranno
    soddisfazioni .
    E se non ve le danno potete ancora denunciare all’autorita’ giudiziaria .. ciao e buona fortuna .
    Poi vi faro’ sapere
    osa , sssss

  30. pino il said:

    devo fare copia e incolla, altrimenti non si vede quello che scrivo (l’avranno mica sabotato le banche la bacheca per i commenti

  31. Le banche sono degli strozzini legalizzati, oggi ho fatto una corsa contro il tempo per pagare un assegno per non finire in centrale rischi, tutto xkè non mi volevano riconoscere sui miei assegli che portavo in pagamento di altri miei clienti un saldo buon fine, quando ad altri glielo concedono per centinaia di migliaia di euro e a me per poke centinaia di euro fanno un baccanale inimagginabile, sono quaswi tentato di andarmene in un isoletta sperduta nell oceano e restare li a pescare con il solo pensiero che forse può arrivare uno Tsunami…

  32. sileno il said:

    Ciao Rossella,
    purtroppo anche io ho un’azienda e da circa 4 anni mi faccio rubare da una banca MPS,
    potremmo crescere molto in fretta avendo possibilità, ci tengono invece al guinzaglio
    avendo solo del SBF sulle fatture.

    E’ per questo che sono arrivato alla conclusione che qui ho si fa una rivoluzione o si va a fondo tutti.

    Sileno

  33. Anonimo il said:

    E cosa ne dite di BANCA INTESA? Tutto dipende dal direttore, se gli sei simpatico, gli dai sempre ragioni e magari un po’ di pena forse forse ti aiuta, ma solo se e’ in luna buona.
    Po1 arriva un altro direttore che smonta quello che hai fatto in 1,2,3 anni solo perche’ le persone sono solo nei numeri proprio come i conti correnti!!! Nonostante i soldi che glia hai versato,ha il coraggio di dirti che “non lavori”, che non possono rinnovarti il fido, ti ritirano la carta di credito (secondo me questo e’ un abuso) solo perche’ sei uscito di 100 euro dal fido. Mentre con il direttore precedente potevi gestirti ora ti ritrovi sempre il fiato sul collo. Secondo me e’ abuso di potere, ma cosa volete che ne capiscano loro.
    E tanti di loro ci godono persino a vederti in difficolta’, ti chiedono, indagano, ancora un po’ e ti sputano in faccia. Ma che vi credete di essere!!! Solo per 1 secondo vorrei mettermi io al vostro posto e guardarvi con quell’aria da “indagatori”.
    Solo per un secondo perche’ poi avrei vergogna a guardarmi allo specchio!!!!

  34. carlo il said:

    Denunciate le banche x usura e fate periziare i conti correnti come ho fatto io chiamate questo numero 3939090809

  35. Andrea il said:

    Buongiorno,
    che ne direste di rendere “pan per focaccia”?
    io rappresento una grossa azienda che può recuperare gli interessi che le aziende bancarie vi hanno SOTTRATTO (Anatocismo ed Usura).
    Lo possiamo afre con una prima verifica (analisi e quantificazione della situazione) Gratuita. Poi, se vi sono degli interessi, percepiremo una percentuale sulla cifra recuperata.
    Se siente interessati:
    rif. killbank (riferimento della mail) e speditela a jacono@smart-work.it
    con i vostri riferimenti e info
    Grazie
    Andrea

  36. Gianni il said:

    Le banche ! una di queste vuole togliere il fido alla mia piccola impresa. 10 anni or sono è venuto il direttore della filiale in persona a propormi di aprire un conto e ci ha dato un fido di 50 mila di cassa + 50 mila di anticipo fatture. In questi ultimi tre mesi abbiamo fatto lavori e forniture per 300 mila €uro per aziende Pubbliche , con l’aspettativa di un utile di 80 mila €uro, quindi ci siamo indebitati complessivamente per 220 mila €uro tra banche e fornitori. La banca manda in “chek francation” due piccoli assegni da 120€ e 300 € , ci chiama e ci comunica che ci leverà il fido. Non capisco questa stretta creditizia in un momento di bisogno. Purtroppo gli Enti Pubblici sono molto lenti a pagare e non riusciamo a fare fronte regolarmente alle scadenze. Sostanzialmente le banche non fanno più le banche ma sono degli organismi specializzati nella speculazione finanziaria. I politici si sono ” distratti ” o si sono venduti e hanno lasciato che i banchieri imponessero le loro condizioni a discapito della collettività. Si stava molto meglio con la lira quando la moneta era dei cittadini, si stava meglio prima che la banca d’Italia e la BCE diventassero sostanzialmente di proprietà dei banchieri. Si stava meglio prima anche con l’inflazione, almeno la disoccupazione era molto più bassa e sopratutto non c’era penuria di denaro. Penso che sia in atto una strategia delle banche per affamare di denaro i cittadini, in questo modo il denaro costa di più e sopratutto la ricchezza delle aziende , i beni strumentali e gli immobili finiscono nelle mani dei banchieri.
    E tempo di svegliarci, anche Monti è uno di loro e bisogna cacciarlo prima che sia troppo tardi.

  37. Ariel il said:

    Ho letto tutti i commenti precedenti, mi sto rendendo sempre più conto, che la situazione sta diventando insostenibile per le piccole imprese. Io e mia marito gestiamo un’attività legata alla grafica, laavori e lavori e le banche non fanno altro che vanificare i nostri sforzi!
    Ti stringono ancor più il bocchettone d’ossigeno. Abbiamo parecchie fatture da mettere all’incasso, ma NON MI AUMENTANO NE’ IL POZZETTO RI.BA, IN QUANTO NON SIAMO ANCORA FINE MESE PER VEDERLO SALDARE E QUINDI SBLOCCARE, NE’ TANTOMENO L’ANTICIPO IL FIDO. Quindi ti bastano degli insoluti, che rischi di non poter far fronte agli assegni in scadenza. Ti guardi intorno e annaspi, e quando pensi di essere alla canna ecco che l’unico rimedio si presenta proposto dai miei genitori, che per l’ennesima volta devo far fronte al mio problema, cioé ad un rientro immediato. Ma la colpa non é nostra, in quanto io e mio marito lavoriamo e anche molto, ma purtroppo le banche con questa cazzo di legge BASILEA 2 e del RATING, non ci stanno permettendo di gestire al meglio, i risultati provenienti dal ns/lavoro, che indubbiamente si potrebbero trasformare in liquidità!!!!!! Veeerooooo se non sei FIAT o un’azienda gestita da una finanziaria, che nonostante abbia sempre avuto commesse di lavoro, richiedeva di poter usufruire degli ammortizzatori sociali e intanto come la FIAT CONTINUANO AD INVESTIRE ALL’ESTERO!!!!! Dico basta a tutto ciò, chiedo a tutti quei piccoli imprenditori, che come noi soffrono a causa della crisi, di unirci e di farci sentire e questa volta non solo attravberso missive ma facendo sentire la ns/voce ovunque!!!!! Uniamoci per rivoluzionare un sistema che rischia di farci soccombere tutti. Questa voglia di reazione immensa mi viene guardando gli occhi di mio figlio!!!!!

  38. Mauro il said:

    contributi approvati dalla provincia la quale chiede una fideiussione, la Banca chiede a garanzia lo stesso importo del contributo o in contanti o in obbligazioni da loro gratite, vi par possibile??? E soprassiedo ai trascorsi miei con le banche

  39. luca il said:

    SIAMO VITTIME DI UN SISTEMA CHE DEVE SOLO SPREMERE TUTTI NOI SENZA NEMMENO CHIEDERE SCUSA QUANDO COMMETTONO ERRORI MACROSCOPICI…MA LA NOTTE E LE TENEBRE SCENDERANNO ANCHE PER LORO…!!!

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