Associazione a delinquere: art. 416 bis applicabile alle banche

 

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. ANCHE PER LE BANCHE.

Recita l’art. 1 della L. n. 17/1982 (legge Anselmi): «Si considerano associazioni segrete, come tali vietate dall’articolo 18 della Costituzione, quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale».

Recita l’art. 416-bis del cp: «L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri». Continua a leggere

UBI Banca: quanti sanno che sta per partire il processo del secolo contro di loro?

Giovanni Bazoli, ripreso all’uscita del Tribunale di Bergamo, dopo l’istruttoria del procedimento penale contro UBI Banca – Banca Popolare di Bergamo

UBI BANCA, altrimenti detta BANCA POPOLARE DI BERGAMO.

Uno dei maggiori gruppi bancari italiani.

Con sede a Bergamo (e lo sanno tutti gli imprenditori italiani che si trovano a dover affrontare una miriade di azioni esecutive proprio in quel Tribunale, al punto che il suo Presidente, per evitare ogni questioni su quesiti di CTU, ha predisposto quesiti UGUALI per tutti), messa sotto indagine da un coraggiosissimo PM, FABIO PELOSI, e che grazie al suo lavoro incrollabile, facendo appoggio su un pool guidato dal Procuratore Capo di Bergamo WALTER MAPELLI e sulla Guardia di Finanza, è riuscito in un’impresa che sembrava impossibile, al punto che durante l’istruttoria i difensori ridevano (visti personalmente): ha convinto un’altrettanta coraggiosissima GUP, ILARIA SANESI, a rinviare a processo con accuse gravissime ben 30 imputati, tra cui i VERTICI DI UBI BANCA IN CARICA.

Nessuno ne parla, nessun Tg, tutti tacciono. Sapete perchè?

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Il vero socio occulto: la banca.

Socio occulto.

Secondo la giurisprudenza italiana, è un imprenditore che non agisce direttamente nella propria attività, ma tramite un prestanome. In tale modo riesce a compiere l’attività d’impresa pur non apparendo come colui che la esercita.

La partecipazione del socio occulto in gergo detto anche tiranno, si basa generalmente su accordi segreti, mediante intestazione fittizia di quote o azioni ad altri soggetti.

Tra imprenditore occulto e imprenditore apparente giuridicamente c’è un contratto di mandato senza rappresentanza e l’imprenditore occulto è il mandante mentre l’imprenditore apparente è il mandatario. L’imprenditore occulto mette i soldi per l’attività d’impresa, prende le decisioni aziendali e incassa gli utili, l’imprenditore apparente, che di solito è nullatenente, esegue le decisioni e viene pagato con una somma fissa mensile.

In tal caso, la responsabilità per le obbligazioni sociali è estesa anche al socio occulto (anche se lo stesso non ha partecipato direttamente all’attività sociale) e il fallimento può essere a lui esteso.

Non entrerò in discorsi più giuridici, che riguardano aspetti che poco importano per il punto a cui voglio arrivare.

In Italia tutti dicono che il socio occulto di ogni imprenditore è il fisco. Non sono d’accordo, perchè posso tranquillamente affermare che il vero socio occulto sono le banche.

Mi spiego.

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