Il buio totale.

Il buio totale.

Due giorni fa ho letto di un ennesimo suicidio, ma questo mi ha toccato molto da vicino, non perchè conoscessi la persona in questione, ma per il lavoro che faceva: il mio.

Ucciso perchè non poteva far fronte ad una scadenza di diecimila euro: le banche gli avevano tolto i fidi, i clienti non comprendevano e diventavano aggressivi, calunniatori, minacciosi.

E’ stato un rivivere tutto quello che ho passato io in quattro anni, che ben pochi hanno compreso, forse nessuno.

I direttori di banca ti trattano come un delinquente, tu non dormi, non mangi, non vedi soluzioni e non capisci perchè da un giorno all’altro debba capitare questo.

Cerchi in ogni modo di mettere una pezza, di fronte a quelle vessazioni dai tutto quello che hai, sempre più spaventata, sempre più sola. Persino le assicurazioni certosinamente messe da parte, mese dopo mese, anno dopo anno, non per te, ma per la salute di tua figlia, che ora non puoi più curare.

Sono stata minacciata più volte, sia io personalmente che addirittura toccando mia figlia, calunniata, lasciata sola da tutti, anche dai dipendenti trattati come principi e che al contrario hanno dimostrato di pensare solo ed esclusivamente a se stessi.

E il passo è breve.

Certo, io sono viva a raccontarlo, ma a che pro?

Chi mi restituisce quello che mi è stato tolto?

E non parlo di denaro, non è quello che mi interessa, non ne ho e non importa: ho mangiato per due anni pane ed acqua, mentre venivo aggredita in ogni modo.

Ma quando ho letto, ho capito che le fragili certezze su cui stavo cercando di ricostruirmi a fatica una vita sono crollate in un attimo.

Ho perso la fiducia in un futuro, devo convivere con menzogne ed insulti, ho paura ad uscire di casa, emotivamente sono distrutta e con me lo è anche la mia famiglia. Ho perso la salute.

Cinque anni di inferno che non accennano a finire, perchè basta una lettura per ricadere in un buio che ti travolge e ti trascina giù, sempre più giù.

Eppure io posso sfidare chiunque a testa alta a dire che ho fatto qualcosa di male. Io non ho fatto nulla. Sono una vittima, e con me lo è mia figlia, mio marito e tutta la mia famiglia.

Non esiste giorno in cui non piango, non ho crisi di panico, non provo sofferenze fisiche fortissime.

Cerco di farmi forza, di reagire, mi sono buttata a capofitto nell’aiutare chi si trova nella mia situazione, ma anche li, non capiscono… tutto e subito.

Ed io non ce la faccio. E scendo sempre più in basso, sempre maggiori le frustrazioni. Sempre più buio, nonostante i sorrisi che mi vedete fare, ma che nascondono una sofferenza ormai cronica.

Esiste una Giustizia degna di chiamarsi tale?

Perchè se esiste, allora chi ha ridotto un essere umano in queste condizioni DEVE essere punito, qui, sulla Terra, deve capire cosa si prova, i pensieri di morte che ti accompagnano in ogni momento, persino quando abbracci tua figlia per nasconderti dietro le sue spalle mentre piangi.

Ma io non ho più niente, in Italia la Giustizia è per i ricchi, non per quelli come me. Noi siamo le vittime predestinate.

Bersagli di persone frustrate che pur di far del male mentono, sapendo di mentire. E se leggete, sapete che mi riferisco a voi.

Nessuno mi ha ascoltata in cinque anni. Nessuno.

Bene, se qualcuno ha il coraggio di prendere in mano questa situazione, si faccia avanti. Se esiste chi è in grado di restituirmi serenità emotiva, si faccia avanti. Nessuno potrà restituirmi il danno esistenziale che ho subito e che probabilmente mi sta portando al capolinea: ma ci sono state tante persone che hanno sofferto ingiustamente, tra queste una bambina, che ha visto sua madre consumarsi poco per volta.

Prima che il buio mi inghiotta del tutto. Numero più, numero meno, in definitiva cambia qualcosa?

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