Modus operandi delle banche nelle cause civili: frode processuale.

Banche criminali
Nell’espletamento del mio operato come CTP ad esclusiva difesa dei correntisti, analizzando ogni singolo atto con strumenti di portata giuridica che neppure le banche sono in grado di conoscere ed utilizzare (o che comunque sottovalutano nonostante rappresentino prova inequivocabile del loro operato, anzi, peggio, ammissioni di colpa vere e proprie),  ho appurato come la maggior parte delle azioni esecutive siano macchiate da un modus operandi che porta inevitabilmente alla frode processuale.
Il reato di frode processuale è un istituto giuridico di una portata talmente ampia e grave, al punto tale che consente all’attore di ottenere una sentenza a lui favorevole omettendo, nascondendo o mentendo, anche mediante la produzione di documenti falsi, la verità, traendo quindi in inganno il Giudice che, sapendola, per certo non avrebbe deciso in quel modo.
Questa fattispecie di reato bancario apre inevitabilmente lo specchio degli illeciti da esso derivanti, soprattutto poichè trattasi di azioni esecutive ai danni di aziende o privati cittadini, che vedono violati i loro diritti fondamentali, soccombendo in cause che al contrario li avrebbero visti vincenti.
Si sta parlando, in soldoni, di banche che, per ottenere sentenze a favore altrimenti non raggiungibili, falsificano la documentazione con la quale cominciano azioni esecutive in sede civile.

Non voglio fare la maestrina di turno, per cui vi faccio un esempio pratico.
La banca vi concede un finanziamento: state tranquilli, prima di farlo vi ha fatto la radiografia fino alla 4 generazione indietro e sa benissimo quanto gli può fruttare questa operazione.
Si, perchè se voi credete che la banca guadagni sugli interessi di un finanziamento, siete ben lontani dalla realtà, più o meno come la distanza tra Terra e la Luna. Houston abbiamo un problema.
La banca guadagna scommettendo sul fatto che voi non paghiate il finanziamento, per mettere mano sul Vostro patrimonio immobiliare, poichè al 99% chiede una fideiussione personale che, non sapendo bene cosa comporta, uno sottoscrive con tranquillità.
Male, molto male, se ne avrò occasione vi spiegherò meglio anche questo aspetto.
Seguendo quindi il ragionamento, esattamente come le banche si sono riempite di spazzatura scommettendo contro il pagamento dei mutui subprime e assicurandosi con AIG (portandola poi al fallimento allo scoppio della bolla del 2008), le stesse sperano in una vostra insolvenza per potervi aggredire su patrimoni reali.
Perchè parlo di modus operandi criminale?
Perchè è situazione abituale per ogni banca avere all’interno della propria holding una o più società che cartolarizzano i mutui e/o finanziamenti.
La cartolarizzazione esiste dal 1647. Permette alla banca concedente il finanziamento di venderlo, chiaramente ad un prezzo più basso, ad un’altra società.
In questo modo, realizza perdite fittizie, abbassamento di utile ed elusione fiscale.
Ma non è questo che interessa focalizzare.
Perchè la cessione del credito  costituisce frode processuale?
Semplifichiamo.
Tizio concede a Caio un prestito, con l’obbligo di Caio di restituirlo pagando ratealmente, altrimenti Tizio agisce nei suoi confronti per vedere soddisfatto il proprio credito.
Caio all’inizio paga regolarmente e questo diventa un problema per Tizio, perchè ha concesso un finanziamento senza avere l’oggetto del contratto: il denaro contante, unica moneta legale riconosciuta. E’ come se Tizio vendesse qualcosa che non ha o che ha comprato in nero. Non ha fattura d’acquisto, non può fare fattura di vendita. Nel momento che comincia ad incassare, e tali proventi lasciano necessariamente una traccia, Tizio può continuare ad incassare solo per la parte che ha effettivamente dato (la chiameremo riserva frazionaria, in Italia è il 2% del capitale prestato che deve essere depositato in Banca d’Italia). Tutto quello che incamera oltre questo importo, è qualcosa che non può dichiarare.
Pertanto si libera del credito, lo vende a Pinco Pallino (che è un suo socio occulto), riceve come somma massima il famoso 2% e da quel momento è Pinco Pallino che può agire per recuperare il suo credito appena comprato.
Questa è l’essenza della cartolarizzazione.
La banca cede il credito e ne perde la titolarità.
E’ questa la frode processuale?
Lo diventa quando Tizio, continuando ad incassare direttamente ma per conto di Pinco Pallino, incappa nell’insolvenza di Caio, che per qualsiasi motivo smette di pagare.
Se la banca ha fatto la cessione del credito, NON può più agire in giudizio per recuperarlo, non può fare eventuali ammissioni al passivo fallimentare e via discorrendo, perchè il credito non è più suo.
Ma la banca emette decreti ingiuntivi falsificando le carte. Mostrando contratti iniziali e non la cartolarizzazione.
Costruendo dunque le prove di un credito certo, liquido ed esigibile (condizione fondamentale per procedere con l’azione esecutiva) che, anche laddove fosse appurato, NON APPARTIENE PIU’ ALLA BANCA MA A CHI L’HA COMPRATO.
La banca ottiene in questo modo una sentenza a suo favore e l’autorizzazione giudiziale a procedere con pignoramenti e messe all’asta di immobili.
Peccato che non può agire in nome proprio per incassare quanto non è più suo.
Trattasi di estorsione, appropriazione indebita aggravata, violazione dell’obbligo di trasparenza bancaria e soprattutto FRODE PROCESSUALE.
Perchè se la banca avesse ammesso la vendita del credito, non solo non avrebbe ottenuto sentenza favorevole, ma ci sarebbe stata anche l’immediata revoca del decreto ingiuntivo o del precetto.
In conclusione, circa il 99% delle banche agisce in questo modo. Ed è solo la punta dell’iceberg.
Dimostrare quanto ho scritto è molto più semplice di quel che si creda. L’aspetto difficile è far comprendere al correntista che si può tutelare e che questi atti criminali debbono essere denunciati penalmente.
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