Modus operandi delle banche nelle cause civili: frode processuale.

Banche criminali

Nell’espletamento del mio operato come CTP ad esclusiva difesa dei correntisti, analizzando ogni singolo atto con strumenti di portata giuridica che neppure le banche sono in grado di conoscere ed utilizzare (o che comunque sottovalutano nonostante rappresentino prova inequivocabile del loro operato, anzi, peggio, ammissioni di colpa vere e proprie),  ho appurato come la maggior parte delle azioni esecutive siano macchiate da un modus operandi che porta inevitabilmente alla frode processuale.
Il reato di frode processuale è un istituto giuridico di una portata talmente ampia e grave, al punto tale che consente all’attore di ottenere una sentenza a lui favorevole omettendo, nascondendo o mentendo, anche mediante la produzione di documenti falsi, la verità, traendo quindi in inganno il Giudice che, sapendola, per certo non avrebbe deciso in quel modo.
Questa fattispecie di reato bancario apre inevitabilmente lo specchio degli illeciti da esso derivanti, soprattutto poichè trattasi di azioni esecutive ai danni di aziende o privati cittadini, che vedono violati i loro diritti fondamentali, soccombendo in cause che al contrario li avrebbero visti vincenti.
Si sta parlando, in soldoni, di banche che, per ottenere sentenze a favore altrimenti non raggiungibili, falsificano la documentazione con la quale cominciano azioni esecutive in sede civile.

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